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                                 PEDASO  TRA  STORIA  E  LEGGENDA

 

 Anche Pedaso ha la sua storia e “Pedaso tra storia e leggenda” è il nome che noi, ragazzi della scuola media di Pedaso, abbiamo scelto per il nostro bassorilievo nato dall’incontro tra un semplice pezzo di terra e la ricostruzione di una possibile storia del nostro paese.


                                 

Abbiamo rappresentato dei momenti della vita di Pedaso, dei “fantasmi” del nostro passato che più ci hanno colpito. Tutto ciò che abbiamo illustrato non rispecchia completamente la realtà, ma abbiamo cercato di fare un tentativo per riscoprire le nostre vecchie radici e la storia dei nostri antenati.

  

Questo bassorilievo è come uno sguardo al passato e al presente e un desiderio di lasciare a coloro che ci succederanno un nostro ricordo: sarà sempre qui, a volte illuminato dai caldi raggi del sole, altre attraversato dalle lacrime del cielo, immobile, per tenere desta la nostra memoria.

               

 
I testi di Maria Mascaretti raccontano questa leggenda sia dai tempi in cui c’erano le palafitte e in cui Pedaso era abitato da uomini primitivi che sopravvivevano grazie alle attività della caccia, della pesca e che erano molto abili nella tessitura, ma che avevano paura di predatori che venivano da terre lontane. A quei tempi si credeva agli dei della natura, quindi ci siamo immaginati un dio anche per il nostro fiume Aso:
il
dio”Asis”.

               


I fatti non sono illustrati in ordine cronologico nel bassorilievo: infatti dal tempo delle palafitte si passa direttamente alla leggenda della maga “Sibilla”, che predicava il futuro e faceva sortilegi alla gente che in cambio le offriva bestiame, frutta, verdura ecc...

                

Al centro del bassorilievo si vede Pedaso: sette case e un forno, come dice il detto popolare. Dietro alle case c’è la vecchia chiesetta, quella che si trova sul Monte Serrone, che noi abbiamo immaginato con grandi alberi e pastori…Poco distante si ha il crollo del vecchio paese, quello che si trovava sopra al monte, recintato dalle mura, che poi sono crollate insieme ad esso nella   “Cupa” dove adesso ci troviamo.

                 

Prima qui si nascondevano e si mettevano a dimora le barche, invece adesso è diventato il ponte che racconta la storia di questo paese.
Il tempio rappresentato cerca di immaginare le cerimonie che caratterizzavano la vita religiosa dei nostri antichi antenati.

                  


Nel fondo marino abbiamo nascosto anche la campana che, secondo la leggenda, qualche volta fa sentire ancora i suoi rintocchi nel profondo del mare. Chissà se è vero che ancora oggi c’è quell’antica campana?

                  

In questa storia ci sono molti misteri senza spiegazione, anzi quasi tutta questa storia raccontata è un grande mistero: sarà reale?
Comunque una cosa certa si sa, storia o leggenda che sia, parla di un piccolo paesino tanto caro ai nostri cuori.

                   

 

                                

 

 

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